Mese: giugno 2014

#9

Questo è un post abbastanza superfluo. Dopo quasi un anno ho deciso di togliere l’anonimato al blog. Un po’ perché sono stanca di nascondermi dietro a questa schermata (alla fine l’ho fatto per anni con il blog vecchio, mi sembra abbastanza), un po’ perché di acqua ne è passata sotto i ponti. 

E mi sembra corretto aggiornarvi, alla fine, sul fatto che l’acqua è passata ma non è cambiato questo gran che.  I capelli sono tornati verdi, i tatuaggi sono aumentati. A tratti il malessere se n’è andato. A tratti è tornato. Ho conosciuto gente, trovato il coraggio di uscire di casa, fatto foto nuove. E sono ricaduta, ovviamente. Ma non mi interessa. Ho sempre amato le cadute (anche se le mie sembrano più quelle di un suicida che si lancia dal trentesimo piano). Le cadute sono belle. Tipo quando si è bambini e ci si sfracella a terra. Ci si rialza mezzi devastati, con le mani mezze sporche (o tutte, a me si infilava sempre la ghiaia sotto la pelle ed era poi un macello), con le gambe sanguinanti e poi alla fine si piange a mo’ di “diomiomisonouccisooramorirò” ma realmente non ce ne frega un fico secco. 

Spesso è più la questione dell’abitudine del lamentarsi che il lamentarsi vero e proprio. Bon, si cade, pace. Ci si rialza. Alla fine alla ventesima caduta fa anche un po’ noia tornare a lamentarsi sulle stesse cose. Ovviamente se si cade sempre sulle stesse cose. 

Sta di fatto che, per mantenere il mio solito filo illogico, ho tolto l’anonimato e mi sembra carino farvi sapere che io sono questa : Immagine

 

In realtà ero questa una estate fa con i capelli corti. Ora sono lunghi ma non credo che questa faccenda vi cambi realmente la vita. 

 

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