#17 – La pioggia d’Irlanda

Chi mi segue da un po’ sa che ho fatto diversi periodi di studio in Irlanda.

Ne parlo sempre con il cuore super leggero come si fa con le cose che sono sempre andate bene e spesso spendo anche quelle due o tre parole di rammarico al riguardo del fatto che io, per un motivo o per l’altro, sia dovuta tornare a vivere in Italia a tempo pieno. Badate bene. Non sono e non sarò mai la classica italiana che solo perché l’Italia non va come vorrei la snobba e la schifa. Anzi. Io amo il mio paese, è mio ed in quanto tale mi sento rammaricata come poche per il fatto di non poter fare, realmente, da sola nulla per cambiarla. Tuttavia l’Irlanda mi è entrata nel cuore. Dalla prima volta che ci ho messo piede fino a quando l’ho lasciata ed ora, ogni santissimo viaggio, corto o lungo che sia, che faccio in quella nazione mi lascia qualcosa di indescrivibile a parole, a gesti, anche solo a pensieri.

Quando penso all’Irlanda penso al mio personale paradiso. A quel posto dove posso coccolarmi pur rimanendo attiva. Penso a tante cose che davvero, sono convinta, chi non abbia visto l’Irlanda non possa capire. Ovviamente, come avrete già intuito, questo non sarà il post nel quale vi parlerò di cosa potete fare o non fare in questo meraviglioso paese. Ci sarà tempo per queste frivolezze. Oggi però, riordinando i negativi e le stampe, ho ritrovato queste foto che avrei piacere voi tutti vedeste perché incarnano quanto di più vicino vi sia a quella che nella mia mente è l’idea di questo posto.

Quando ho dovuto lasciare Dublino in via più o meno definitivo l’ho fatto perché mi sono ammalata. Stavo poco bene, erano giorni che ero stesa a letto e la mia unica meta turistica era il bagno della residenza dove vivevo. Nemmeno andavo a scuola. Dopo una breve ma intensa visita dal dottore all’angolo della strada (che chiaramente non era il mio, ovvio), ho deciso che nell’arco di due giorni sarei ritornata a casa. Avevo 19 anni. Nel mese precedente le mie amiche avevano lasciato gli studi ed io mi ero ritrovata in stanza con una ragazza Messicana che non tolleravo. La sanità costava troppo ed il mio corso sarebbe finito a poco. Le medicine del medico sono state davvero miracolose così, per non sprecare il mio ultimo giorno ho deciso di fare una cosa che non avevo mai fatto. Mi sono diretta verso un autobus a caso e l’ho preso. Allora potevo ancora farlo perché non conoscevo molto bene i dintorni di Dublino. Ho pagato il biglietto massimo di corsa e mi sono seduta al piano alto, nel primo posto a destra. Ho passato più di un’ora e mezza sul bus fino a che non ho visto il cartello di Skerries. Skerries è un paesino della provincia di Dublino che è conosciuto per i mulini a vento. Personalmente non avevo mai visto un mulino a vento in vita mia così ho deciso di scendere. C’era il sole il che mi ha fatto pensare che potesse essere un buon posto considerato che avevo un virus intestinale che mi aveva quasi disidratata.

Sono scesa e ho camminato a vanvera per cinque minuti, giusto il tempo di permettere al cielo d’Irlanda di cambiare, di farsi nero, di permettere al vento di muovere il mare ad una velocità che noi in Italia non vediamo mai e di far cadere quella simpatica pioggerella che è tipica Irlandese. Ho tirato quante più madonne conoscessi. Non so quanti santi siano scesi in mio soccorso ma la pioggia fortunatamente in Irlanda dura poco e fa presto spazio a cose che ti scaldano il cuore anche quando il vento è forte e freddo.

Mi sono girata verso il mare e sono rimasta li. Con il vento pungente che mi sbatteva in faccia. Le goccioline di acqua gelata che mi scorrevano addosso e le mani, letteralmente congelate che cercavano di tirare fuori senza far bagnare l’Olympus di mio padre per immortalare quello che stavo vedendo.

Tempo di scorgere qualche arcobaleno e sono corsa verso il primo posto chiuso che vedevo, nonché l’unico del paese : un supermercato dove ho trovato anche un meraviglioso pacco di bucatini della Barilla. L’ho comprato. Sono corsa verso l’autobus che intanto stava passando verso Dublino e sono salita.

Intanto è ripreso a piovere ma a me ormai non importava più perché tanto avevo trovato una casa per i miei sentimenti.

[vi lascio con una foto di quella giornata, ne potete vedere altre altre, anche dell’Irlanda in generale, qui : http://alisongthedarkside.tumblr.com/post/106709585834]

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