Mese: aprile 2015

#19 – Qualche frase che ha rotto i coglioni anche al buco del culo degli asini.

Per dire. Volevo tornare dall’Irlanda con un post poetico sulla bellezza della natura irlandese, verde, incontaminata e vattelapesca. Poi mi sono resa conto che per la natura irlandese c’è tempo mentre per i miei coglioni no. Non solo perché è scomodo avere i coglioni gonfi ma anche perché sono nata donna e, diciamocelo, avere dei coglioni sarebbe un filo antiestetico. Perciò ho deciso di fare un post di quelli frivoli, che non gliene frega una sega a nessuno ma che comunque rispecchierà un quantitativo di situazioni che alcuni di voi si sono trovati davanti mille mila volte.
Ci sono delle frasi, che magari si dicono pensando pure di essere dei simpaticoni da Zelig, che magari sfoderate con un bel sorrisetto sulle labbra come a dire “ahahaha hai visto, che genio del male” e che pronunciate ben scandite tanto che, già alla seconda parola, noi poveri ignari, abbiamo già capito dove volete andare a parare, ci si sono già marmorizzate le palle e, le suddette, ci sono anche già cadute per terra producendo un boato mentale imbarazzante e sono già rotolate via via giù per la strada del vaffanculo veloce.

Per esempio. Chiunque abbia sul corpo una dose massiccia di tatuaggi potrà capirmi. Magari sei li che parli beatamente con qualcuno e bom, partono le varie “ma ti ha fatto male?”, e vada, lecito, pensi, metti che te ne vuoi fare anche tu uno sul collo, rispondi. “Ma se poi da vecchio ti stanchi?”, “Ma perché così tanti?”, “Ma così poi non trovi lavoro”, “Ma perché tatuarsi le mani”, “Cioè tutto il corpo si ma le mani, il collo..”, “Ma tua madre cosa dice?”, “Hanno tutti un significato?”.

Ma una bella palata di stracazzi vostri?

Tuttavia. Quando credi che il tuo interlocutore abbia raggiunto il top della fantasia mentale, arriva inesorabilmente qualcuno che ti chiede : “MA SONO TUTTI VERI?”

“No diosantissimo, io la mattina mi sveglio alle quattro per il solo gusto di disegnarmi tutta sta roba addosso, vernice lavabile, cazzo pensavi.”

C’é comunque la possibilità che il soggetto in questione non sia soddisfatto. Sorpreso dal fatto che i tuoi venticinque tatuaggi siano tutti veri e non siano frutto di un costante lavoro mattutino atto a renderti la persona che vorresti essere quotidianamente potrebbe iniziare a guardarti con una certa curiosità. Figo figo. Tutti veri. Quindi vediamo questa che cosa si è tatuata addosso. I più baldanzosi saranno così infognati nel desiderio di capire quali assurdi disegni avete sul corpo che inizieranno a prenderti il braccio e a girarlo pensando che sia un manichino o a scostarti la maglia e via dicendo. Poi. Bellamente guardandoti, indicheranno il tatuaggio più realistico che hai e ti diranno:

“Ma che cos’è?”

Al che tu guarderai intensamente il tuo disegno pensando “merda, ma quindi non si capisce” (questo solo la prima volta che te lo chiedono), appurerai che si capisce, che quello è un cazzo di cane/farfalla/geco/automobile/cazzo/pene/minchiaporcozio e dirai “è un cane/farfalla/geco/automobile/cazzo/pene/minchiaporcozio”. Voi penserete che queste cose accadano solo con i tatuaggi più assurdi. Invece no. Ho un cane tantuato sulla spalla e nel tempo è stato scambiato per un uccellino ed un’astronave. Il fiocco di neve che mi porto appresso da quando avevo 19 anni è stato scambiato per un fiore, una stella… una stella, dio santissimo, e in cose che mi hanno fatto seriamente dubitare del fatto che voi abbiate mai saputo cosa fosse un fiocco di neve. A parte quel puntino bianco che scende dal cielo, a volte, in alcune regioni, d’inverno. Badate bene. Sarei curiosa di tatuarmi una stellina solo per il gusto di sentirmi dire che magari è un maiale con le ali.

Come si dice, il mondo è bello perché è vario. Grazie a dio non tutti abbiamo gli stessi occhi. La stessa cultura. La stessa capacità di osservazione e robe così.

Ovviamente sorvolo sul quantitativo di frase a sfondo discriminatorio che ancora vengono dette perché, onestamente, nemmeno mi fa più sorridere farci su dell’ironia. C’è però una frase che se hai dei tatuaggi e hai la sfortuna di lavorare nell’ambiente fotografico ti capita di sentire spesso.

Silenzio.

“Ecco, se vuoi essere davvero alternativo oggi devi non avere tatuaggi e non fotografare modelle con i tatuaggi. Chissà se ne esistono ancora senza.”

“Ecco, se vuoi essere davvero alternativo oggi devi davvero smetterla di fare sta battuta di merda, aprire lo studio che abbiamo affittato spendendo dei centoni, nel prezzo del quale credo non fosse inclusa la tua opinione personale.”

Si ride e si scherza.

Di frasi che farebbero impallidire anche i canguri alati del Messico ce ne sono in tutti gli ambiti e per tutte le cose. Per non creare un post eccessivamente lungo temo che gli altri li affronterò di volta in volta.

Vi baci.

Tutti, anche chi mi ha detto queste frasi mille volte.

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