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#20 – Ah se potessi viaggerei anche io !

Ho sempre desiderato raccontare dei miei viaggi. Quando ero piccola ho massacrato le palle a tutti nella mia famiglia.

Da grande io vivrò un mese in ogni città del mondo, a parte Torino e Milano. 

L’ho ripetuto a mia madre, mia nonna, mio padre, mio nonno. Al cane. Al gatto. Ai miei 14 criceti. Al coniglio. Al muro. A tutti, per chi fosse un filo tardo. L’ho ripetuto ed ero convinta che avrei fatto così.

Chi mi conosce sa che ho 26 anni e fortunatamente non vivo un mese in ogni città diversa ma viaggio abbastanza da potermi dichiarare mediamente soddisfatta rispetto alla media dei miei coetanei (e non) che puntualmente, sempre, comunque, quando mi vedono esordiscono con  : aaaah si beata te, se potessi viaggerei anche io. 

Ottimo.

Per fare una premessa chiara ai più : non c’è frase che mi faccia incazzare di più.

Ma.

Sorvolando su questo insignificante dettaglio ho pensato potesse essere carino iniziare una serie di racconti su quello che faccio in giro per il mondo. Non perché io sia così importante da meritare tutta questa attenzione; piuttosto perché sembra che tutti vogliate viaggiare ma non possiate farlo.  Perciò d’ora in poi avrete una sottospecie di diario di bordo della sottoscritta, con foto, credo (aha!) e aneddoti personali perché altrimenti potete tranquillamente comprarvi una guida turistica che soddisferà tutto il vostro desiderio di viaggio (fuori tema : io spesso lo faccio, compro guide turistiche random, di posti che nemmeno so se mai visiterò) e, forse, se sarò di buon umore, avrete anche qualche video tutorial su come si viaggia senza morire o come si sopravvive viaggiando (tipo che ho scoperto che non siete tutti capaci, all’inizio pensavo fosse una cosa da tutti.. invece no, per fortuna tanti “Ah se potessi viaggerei anche io”, ma per fortuna non lo fate o sareste già morti sotto la rotaia di qualche treno in Nicaragua).

Questo è solo un post random, così per farsi quattro chiacchiere. Io sono davvero una chiacchierona !

Per esempio, dicevo.

Ah se potessi viaggerei anche io. 

Detto con voce più o meno convinta.

BEATA TE. 

Nell’immaginario comune vivere in movimento la propria vita equivale a non fare un cazzo. Viaggiare non è a tutti gli effetti un lavoro (ERRORE! Viaggiare è un lavoro, per tutti coloro che viaggiano per lavoro, appunto) quindi chi viaggia è un beato angioletto che vive la propria vita tra corone di fiori profumati nel paradiso dei viaggiatori dove non esistono tasse, problemi e mortalità infantili.  Chi viaggia costantemente è mediamente un ricco viandante che in realtà ha una decina di possedimenti in quindici paesi differenti, le tasche piene di pepite d’oro da vendere all’occorrenza, un ricco zio d’america e una serie di altri lussi che ora non mi sovvengono (perché sono davvero troppi!).

Viaggiare è rilassante. Chi viaggia si diverte, alza le mani al cielo tutto il giorno e cammina a tre spanne da terra sopra ad un tappeto di nuvolette puffose e morbide.

Viaggiare -> Vacanza

Vacanza -> Sdraio/Sole/Mare

Sdraio/Sole/Mare -> Non fai un cazzo

Non fai un cazzo -> Beata te

Tutto sbagliato gente. Andare in vacanza non è viaggiare. Salvo restando che normalmente quando io viaggio lavoro quindi decade un po’ tutta la faccenda, ci sono due tipi base di viaggiatori : i turisti e i viaggiatori appunto. Io non faccio una vacanza da quando alle elementari andavo con i miei in spiaggia ad ustionarmi la schiena in Molise. Con il tempo ho iniziato a sostituire la sdraio con l’interesse per la scoperta. La vacanza con il viaggio.

Quando viaggio non sono in vacanza. Non viaggio per riposarmi. Non viaggio per pettinare le palle ai cavalli. Viaggio per scoprire posti nuovi, culture, paesaggi. Per assaporare profumi, sapori e vivere esperienze che stando a casa mia, seduta sul letto, non avrei potuto cogliere. Se non torno a casa dal mio viaggio con un bagaglio di nozioni e aneddoti tali da farmi pensare di aver appreso qualcosa di nuovo non ho viaggiato. Se al ritorno dal mio viaggio non penso di aver fatto qualcosa che diamine, non pensavo di poter fare, non ho viaggiato.

Se non ho viaggiato il mio viaggio è stato inutile. E credo che fin qui il discorso non faccia una piaga.

Viaggiare è stancante. Non voglio assolutamente dire che sia una mazzata sui coglioni. No. Ma è stancante. Quando viaggi non ti riposi. I tuoi sensi sono aperti a mille. Se i tuoi sensi non sono aperti a mille era meglio se rimanevi a casa. Viaggiare è tensione emotiva. Una tensione buona. Adrenalina. Andare, fare, dire, scoprire. Sono tutte cose meravigliose che a fine giornata ti aiuteranno più del migliore dei sonniferi a prendere sonno. Intanto che viaggi possono succedere mille cose diverse. Inconvenienti di ogni genere. Viaggiare non è solo belle cose e tutta vita. Chi mi segue da più tempo sa benissimo di cosa parlo. Viaggiare ha i suoi lati negativi. Se sei un buon viaggiatore (e una persona forte) riesci sicuramente a venirne a capo. In qualche modo. Viaggiare aiuta a formare il tuo carattere.

E qui viene il punto.

Per fortuna viaggiare non è per tutti.

Per fortuna. Si. Se non siete in grado di affrontare un viaggio dovete stare a casa. Perché viaggiare è principalmente questione di testa. Per tutto il resto ci sono le vacanze. Sole. Mare. Ombrellone. Non fare un cazzo.

Per viaggiare non bisogna essere ricchi. Non voglio vivere nel mondo dei Minipony e dirvi che i soldi non fanno il loro brutto gioco (come in tutte le cose, del resto) ma vorrei sfatare questo mito che solo se hai la banca di Paperon De Paperoni puoi permetterti di viaggiare. Io sono povera in canna, per dire, eppure ho impostato la mia vita in modo tale da poter viaggiare perché di base viaggiare era per me più importante di tante altre cose. Avere in budget è importante ma ci sono viaggi che sono alla portata di tutti (e lo ripeto, lo dice una che non ha una vita agiata) e che potreste fare davvero se semplicemente voleste viaggiare.
Ed ecco qui il punto (di nuovo, aiuto!). Tanti di voi non vogliono davvero viaggiare. Ti ripetono che Ah se potessi viaggerei anche io ma è la palla più stratosferica del mondo. La traduzione di quella frase è : Ah se potessi (viaggiare senza fare niente da mattina a sera) viaggerei anche io (perché così non dovrei fare nulla da mattina a sera). Ora ovviamente ingrandisco ed esagero ma credo il concetto sia passato ai più. Non vorreste viaggiare ma vi piace l’idea di lagnarvi della vita grigia e triste che avete (facendo la parte delle vittime e cercando di addossare al terzo una fortuna immonda che gli è caduta in testa, perchè ricco, ovvio, e non perché ha magari pure fatto sacrifici di vita – sociale, economica ecc- per perseguire un sogno) e che in realtà vi va perfettamente bene così com’è (il che va benissimo, intendiamoci, è meraviglioso che la vostra vita vi piaccia così com’è, com’era…. beati voi !).

Per tutti voi. Un doveroso vaffanculo, inteso davvero nel chiaro significato del termine.

Per chi invece ama davvero viaggiare spero che i miei futuri post possano essere spunti per i vostri futuri viaggi.

[Non ho incluso uno degli ostacoli più grandi al poter viaggiare : i problemi di famiglia.

Sacrosanti. Che non criticherò mai.]

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#10

Era giunto il momento che utilizzassi questo blog per uno scopo più o meno utile.
Voi direte “bene! ora si metterà a sfamare bambini in sud Africa” (cosa che farei subito se avessi un patrimonio monetario adeguato) e invece no! Mi limiterò a mettere nero su bianco diverse cose. Non solo i viaggi, non solo le foto .. anche qualche opinione del tutto personale (eh si, ne possiedo).

Partirò parlando di questa mia ultima trasferta, non perché io sia così presuntuosa da pensare che vi interessino così tanto i cazzi miei (so perfettamente che vi interessano, in realtà, in molti casi) quanto perché so che tante persone che seguo (e mi seguono) viaggiano quasi quanto me se non di più e spero che quello che avrò modo di scrivere strada facendo possa essere utile a qualcuno.

 LET’S START !

Come chi mi segue su facebook sa questi sono stati giorni di intensi spostamenti. Il 14 è stata per me una giornata molto molto importante. Mi sono svegliata che mi sembrava di non aver mai dormito in vita mia, ho preso, diligente, il mio trenino che mi portava verso Pilotello (ho scoperto che esiste un posto con questo nome!) e sono andata a fare qualche scatto per le locandine della Fetish Night una serata davvero interessante, per gli appassionati del genere, chiaro, della quale mi ha colpito prima di tutto la meravigliosa gente che la frequenta. Un’atmosfera famigliare unica. Fatto sta che anche sul set ad aspettarmi c’era la solita gente stupenda, un mega buffet e un fotografo super.

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Tornata a casa ad aspettarmi c’era una festa per l’anniversario di matrimonio dei miei della quale ricordo con super piacere il menù prelibato che, come sempre, ha cucinato mia madre. Ultimamente si sta dedicando con particolare interesse alla pasta di zucchero ed al cake design (eh si, noi seguiamo le mode in famiglia, io mi tauto e lei fa sculture con lo zucchero praticamente). Non ho nemmeno fatto in tempo ad azzannare (eh si parte seconda, io azzanno) l’ultima fetta di torta che mi aspettava un meraviglioso treno notturno diretto verso Lecce.

Voi direte bleah i treni notturni ma io ci dormo una favola ed il viaggio è filato liscio liscio. Addirittura da Barletta ho avuto un intero scompartimento tutto per me. Ovviamente ho dovuto fare un selfie, perché chi non inizia la giornata con un selfie è un cretino.

selfie

Il buongiorno vero e proprio a Lecce è arrivato a darmelo Roberto Quarta, una persona per la quale vale davvero la pena spendere qualche parola. Con lui ho realizzato foto meravigliose ma, soprattutto, mi sono divertita tantissimo. Roberto voleva realizzare alcuni scatti in un posto raggiungibile solo scavalcando un muro, purtroppo si è dovuto scontrare con il mio terrore per l’altezza.  Abbiamo dovuto desistere perché, inutile che lo dica, mi sono bloccata bella bella al culmine del muro e nemmeno riuscivo più a scendere 😀 Sempre una gioia lavorare con me. Fatto sta che dopo aver scattato foto in un posto comunque altrettanto bello ed aver conosciuto i suoi due meravigliosi gatti siamo andati a pranzare.

Il cibo pugliese è sempre una delle cose che ricordo con maggiore soddisfazione. Puntualmente mangio come un maialino e poi potrei muovermi ovunque rotolando. L’antipasto era composto da cose assolutamente meravigliose che però per noi “nordici” corrispondono alla portata del primo del cenone di Natale. Come primo ad aspettarmi un piatto di Linguine con spigola. Per rendervi partecipi della delizia vi allego una foto.

linguine

Il ristorante nel quale ho mangiato abbastanza per i prossimi miei dieci anni si chiama I Latini, lo consiglio vivamente a tutti per la bontà del cibo e la cortesia/simpatia del personali.

Con la pancia ancora dolorante mi sono diretta al mio secondo shooting con Gigi Samueli. Lo so, lo so. Poco professionale andare a fare foto dopo essersi strafogata ma, onestamente, vaffanculo. Io e Gigi ci siamo divertiti comunque anche senza aver digiunato per avere una meravigliosa pancia piatta che non ho comunque, ve lo dico. Siamo andati prima in una pineta e poi al mare (oooooooh!). Poi, non contenti abbiamo anche preso una meravigliosa fetta di torta in un posto che consiglio a tutti di cercare nel caso passaste in zona Torre dell’Orso : Dentoni. Qui ce n’è per tutti i gusti (dolce/salato & co.) e la vista della terrazza è super! Siccome la giornata non mi sembrava abbastanza piena prima di partire sono riuscita a rivedere per una veloce birra con Fabio Trisorio del quale vi segnalo la partecipazione alla mostra La poetica del corpo che si terrà a Roma fino al 18 Ottobre. Consiglio a tutti un giretto da quelle parti.

Il mio soggiorno a Lecce è stato decisamente troppo breve in misura all’amore eterno che ho verso questa città. Non ho potuto riabbracciare tutti le persone che avrei voluto riabbracciare e nemmeno vedere tutto quello che volevo rivedere ma mi rifarò presto. Il lato positivo : ho ricominciato a fotografare.

foto

Il serata, stanca come la morte, ho ripreso il mio ICN che alle 4.26 mi ha scaricato nella stazione di Ancona. Vorrei spendere qualche parola anche per la stazione di Ancona che alle 4 di mattina prevede già un bar super operativo con tanto di baristi così in gamba da capire tutti i miei mugugni. La giornata successiva è stata veramente interessante. Ho avuto modo di conoscere John Toda e di interagire, anche se nel mio piccolo, con una questione video. Io e i video ci guardiamo sempre un po’ di striscio. Belli loro, bella io, ma sempre difficile trovare un punto d’incontro. Sono fondamentalmente una persona timida ed ogni interazione con una cosa che non si tremendamente statica e mi permetta di ripetere anche 1000 volte la stessa cosa mi mette un’ansia imbarazzante. Il soggiorno umbro a casa di John è stato comunque estremamente piacevole e contornato da un panino con porchetta favoloso.

[Vorrei introdurre una parentesi riflessiva : lo so che parlo di cibo come se fosse la manna divina ma in realtà il cibo è realmente una manna divina, io ci sono arrivata tardi.]

Il 17 ho avuto finalmente la possibilità di conoscere Claudia dopo anni anni ed anni di interazione puramente telematica. L’incontro con Claudia è stato molto molto importante per me perché mi ha ricordato quant’è bello approcciarsi alla fotografia senza l’onere dei soldi per il puro gusto di realizzare cose belle e divertirsi. A tal proposito vorrei ringraziare anche Paolo Ferri e Gianluca Biondi per la sopportazione e la pazienza. Il tempo passato con Claudia non è stato tantissimo ma, anche qui, spero si rimedierà al più presto. La mia tabella di marcia prevedeva un ritorno a Modena per la mattina successiva dove ad attendermi c’era Alan Marcheselli. Se non conoscete già Alan vi consiglio, di nuovo, di dare un’occhiata al suo lavoro. Al di la della mia gratitudine verso una persona che apprezzo a livello umano, vi è un personaggio che con le sue polaroid crea cose davvero incredibili. Se siete amanti della fotografia istantanea è sicuramente una persona da tenere d’occhio.

Il viaggio alla volta di Torino è invece stato eternamente faticoso. Chi come me viaggia in treno sa che certi collegamenti non è che sono scomodi, semplicemente Trenitalia li ha resi impossibili. Ho dovuto fare tre cambi (dei quali uno nella mia città) per arrivare quattro ore dopo in quel di Torino. Fortunatamente a Torino ad aspettarmi c’era Alberto Ganna, una delle pochissime persone che ringrazio quotidianamente di aver incontrato grazie alla fotografia.

Il mio rapporto con Torino è sempre ostico. Io e Torino non ci siamo mai capite tanto bene. Mi ricordo che quando ero piccola dicevo a mia madre che avrei voluto vivere un mese in ogni città esistente al mondo, fatto salvo per Torino e Milano. Non ho ancora imparato ad apprezzare Milano ma, per questioni principalmente affettive, sto imparando a conoscere Torino. A tal proposito, se avete qualche consiglio su cosa andare a vedere in questa piovosa città non esitate a commentare qui sotto (io ricordo con estrema gioia il Museo Egizio). Un’altra cosa che ho apprezzato a Torino è stata la zeppola offertami da Giorgio Violino da Enzo & Grazia. Ecco, non conoscevo le zeppole e nemmeno Enzo & Grazia ma sono stati entrambi una piacevole scoperta. Lo so che sponsorizzare una pasticceria che fa principalmente dolci del sud anche quando sono a Torino è assurdo ma, che dire, che dire, che ho un debole per quella parte d’Italia ormai è risaputo.

Sono anche riuscita a fare un salto anche alla tratoria/ristornate A casa Mia dove ho mangiato carne meravigliosa (spero il nome sia giusta, error mio, non ho segnato nulla sul blocchetto) e ad incontrare Lilith e Ankthi che sono sicura già voi tutti conosciate.

Pezzo forte della trasferta torinese sicuramente la Tattoo Convention durante la quale sono finalmente riuscita a farmi tatuare da Marco Cimmino bravo, simpatico e bello (ahaha). Lascio una foto del lavoro realizzato.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Sono dovuta rientrare un giorno in anticipo a causa di uno sciopero dei treni dalla tempistica perfetta ma sono comunque riuscita a raggiungere Piacenza per l’ultimo shooting previsto con La Rossa Ros, una ragazza davvero modesta e organizzata.

Sembrerà strano che io parli in modo positivo di tutti quanti ma sono trasferte come quella di questi ultimi giorni che rendono il mio lavoro un bel lavoro. Ho conosciuto gente davvero in gamba e rivisto persone alle quali tengo molto. Ho potuto testare con mano la mano (appunto) tesa di chi ha potuto aiutarmi nel momento del bisogno e l’ha fatto senza alcuna remora ed ho potuto riabbracciare persone care. Inutile dire che in una atmosfera come questa il lavoro è stato un plus per nulla faticoso.

Spero di potervi aggiornare presto con le foto che ho scattato io durante questi giorni.